Una piscina privata è in grado di aumentare notevolmente il valore dell’immobile, oltre che di fornire un angolo di relax e comfort per tutti gli abitanti. Le ultime normative hanno stabilito per alcuni cittadini la possibilità di usufruire del bonus piscine 2022. Infatti, avvalendosi dei finanziamenti con concessioni di crediti si possono alleggerire le spese di ristrutturazione del proprio impianto. Un’occasione da non perdere per chiunque desideri rinnovare la propria vasca, migliorarne il comfort o anche installarne una nuova nell’abitazione. 

Le regole con riferimento alla detrazione fiscale e alle agevolazioni fiscali per piscine sono molte. Ecco, dunque, una breve guida per imparare a muoversi con dimestichezza in tale tematica e per scoprire i bonus previsti per il 2022. Si tratta di comprendere in cosa consiste il bonus piscine 2022, di sapere quali sono i costi da poter detrarre e quali sono le somiglianze con il bonus piscine del 2021.

Detrazione fiscale per la costruzione della piscina

Dal 2021 al 2023 il governo ha previsto molte agevolazioni fiscali per tutti coloro che desiderano iniziare dei lavori di ristrutturazione per modernizzare la propria piscina o per costruirne una nuova. In generale, la detrazione viene concessa nella misura del 110%, ma tale cifra deve essere suddivisa in cinque quote annuali aventi il medesimo importo. Tale importo deve sempre rientrare nella soglia di capienza dell’imposta annua riconducibile alla dichiarazione dei redditi.

Di base, le spese da portare in detrazione comprendono tutti i costi inerenti all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione. Tuttavia, esistono ulteriori spese da poter detrarre:

  • imposte: imposta sul valore aggiunto, di bollo e concessioni;
  • spese per la regolazione degli impianti elettrici e di illuminazione;
  • spese per i sopralluoghi e per le perizie professionali;
  • spese di progettazione dell’impianto;
  • spese per le prestazioni professionali necessarie per il tipo di intervento svolto.

Come funziona il bonus piscina?

Si può usufruire del bonus piscine 2022 seguendo due differenti modalità: 

  • sconto in fattura: per ristrutturare la piscina è previsto uno sconto in fattura del 50% e del 65%. Si tratta di uno sconto immediato da scegliere in alternativa alla detrazione fiscale. I contribuenti che scelgono tale opzione possono cedere agli altri soggetti il credito corrispondente all’importo della detrazione, oppure ottenere un contributo anticipato dal fornitore che si è occupato degli interventi;
  • ecobonus e bonus: sono previste diverse percentuali di bonus. Una detrazione del 50% da dividere in dieci anni prevista solo per alcune tipologie di lavoro o, in alternativa, una detrazione del 65% per tutti gli interventi di ristrutturazione delle piscine con sistemi di riscaldamento.

In entrambi i casi si riducono i costi per la ristrutturazione della piscina, anche se con tempistiche diverse e in percentuali differenti. La scelta di una o dell’altra modalità dipende essenzialmente dal tipo di intervento che si va a svolgere.

Come richiedere il bonus piscina?

Il bonus piscine 2022 rappresenta un’agevolazione fiscale per chi deve sostenere dei lavori di ristrutturazione di immobili, ma anche di piscine. Per poter usufruire di tali vantaggi è importante dimostrare di star rispettando tutti i requisiti e, quindi, di essere dei destinatari idonei. Se tale verifica va a buon fine, alla persona che ne ha diritto viene riconosciuta una detrazione fiscale nella forma di rimborso fiscale IRPEF.

L’iter legislativo da rispettare per presentare la richiesta prevede la trasmissione della comunicazione ENEA per segnalare l’inizio dei lavori. Si tratta di un documento da compilare online sul sito ufficiale dell’Ecobonus, previa registrazione dell’utente sullo stesso, e da trasmettere entro novanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori e dal collaudo. In questa fase è necessario fornire la propria dichiarazione dei redditi, contenente tutte le spese sostenute, così da dimostrare l’idoneità degli interventi.

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Ristrutturazione piscina: è prevista la detrazione?

Con riferimento specifico ai lavori di ristrutturazione della piscina, è possibile individuare tre interventi coerenti con la detrazione del bonus 2022. Si parla di:

  • ristrutturazione impiantistica: questa categoria racchiude tutti i lavori sugli impianti di funzionamento della vasca. Ad esempio, quando si interviene sul sistema di filtraggio, sostituendo gli skimmer o modificando la tecnologia utilizzata;
  • ristrutturazione estetica: si tratta di tutti quegli interventi finalizzati a migliorare e abbellire l’impianto. Dunque, tale tipologia di interventi rientra in quelli non necessari, ma utili a migliorare il comfort e l’estetica della vasca. Ad esempio, l’installazione dell’idromassaggio, delle cascate o di sistemi di cromoterapia;
  • ristrutturazione funzionale: tale tipologia di lavori mira ad aumentare la funzionalità della piscina. Si tratta degli interventi per migliorare il sistema di controllo della temperatura, ma anche per installare dei sistemi di disinfezione migliori e più adatti a garantire una qualità elevata dell’acqua.

La normativa prevede anche per il 2022 una detrazione del 50% per tutti gli interventi di ristrutturazione appena citati.

Agevolazioni per una piscina per disabili

Le piscine per disabili rappresentano una particolare categoria di impianto a scopo terapeutico. Ci si chiede, dunque, se esista la possibilità di ricondurre tra le spese detraibili sanitarie anche i costi di installazione di una piscina adatta ai portatori di disabilità. In tal caso valgono le norme esposte precedentemente, dal momento che si tratta in ogni caso di una piscina. In generale, è possibile quindi detrarre il 50% per la ristrutturazione e il 65% per gli interventi sui sistemi di riscaldamento.

Secondo l’articolo 15 del TUIR, gli individui appartenenti a questa categoria hanno diritto a detrarre il 19% su tutte le spese sanitarie a loro carico. Come, ad esempio, le spese mediche e quelle di assistenza specifica. L’acquisto e l’installazione di una piscina, però, non può essere inquadrato in tale categoria di spese, anche se utilizzata a scopo terapeutico per il disabile. Infatti, l’agevolazione del 19% riguarda esclusivamente i trattamenti sanitari.

Quanto è l'Iva sulle piscine?

In generale, l’aliquota Iva per la costruzione di una piscina privata è sempre del 22%, dal momento che non si tratta di un bene di primaria necessità. Nonostante questo, esistono delle circostanze nelle quali chi possiede una piscina privata può usufruire di agevolazioni fiscali. Infatti, coloro che realizzano una vasca contestualmente alla costruzione della loro prima casa hanno l’IVA solo del 4%. È necessario, però, che si tratti di un privato e non di un’organizzazione, affinché si possa effettuare la richiesta per l’agevolazione dell’IVA. Fanno eccezione le abitazioni di lusso, anche quando rappresentano la prima casa.

Chi, invece, acquista una piscina in un tempo diverso da quello della costruzione della casa, ha un’agevolazione solo del 10%. Lo stesso vale per le piscine installate in abitazioni diverse dalla prima. Infine, nel caso in cui si tratti di un’immobile di lusso, il proprietario non può richiedere alcuna detrazione vantaggiosa e deve applicare l’IVA del 22%.

Spese per la piscina detraibili 

Dunque, prima di procedere con la costruzione di un impianto, può essere utile conoscere bene tutte le spese per la piscina detraibili, così da ammortizzare l’investimento totale. Si tratta di tutti i costi di costruzione e ristrutturazione previsti dal bonus 2022, ma anche di ulteriori interventi detraibili. Le ulteriori spese da detrarre sono:

  • interventi di rialzo della piscina;
  • interventi di isolamento termico e acustico dell’edificio;
  • sostituzione della caldaia, con il fine di migliorare la classe energetica;
  • sostituzione della pompa di calore e installazione dei collettori solari per generare acqua calda;
  • installazione di pannelli solari;
  • rifacimento degli impianti di filtrazione e circolazione;
  • implementazione dell’illuminazione.

Fonti: