Oggi sono sempre di più gli amministratori condominiali che, per incrementare il valore dell’immobile, decidono di installare una piscina condominiale nell’edificio. Gli impianti ad uso condominiale rappresentano una scelta ricca di vantaggi e opportunità, ma anche una costruzione vincolata dal punto di vista amministrativo e legale. Infatti, non sono poche le norme e i vincoli ai quali sottostare affinché la piscina condominiale sia installata in tutta sicurezza e garantisca un’esperienza positiva per tutti i condomini e per l’amministratore. Conoscere tutte le regole per la gestione di un impianto consente agli inquilini di godere di tutta la privacy e la comodità che una piscina condominiale può offrire.

Il regolamento di una piscina condominiale

All’interno di un condominio, il compito di conoscere tutte le regole e le norme e di assicurarsi che la costruzione della piscina avvenga nella massima sicurezza spetta all’amministratore. In tal senso, è importante chiedere chiarimenti circa tutti gli aspetti legali di una piscina condominiale. Si tratta di appurare se l’edificio predisposto sia adatto a tale costruzione, se sia necessario assumere un bagnino e il numero di individui ammessi simultaneamente nella zona. Tutti aspetti di primaria importanza affinché la costruzione della vasca condominiale si concluda senza imprevisti.

Una piscina condominiale rappresenta un ibrido tra quella privata e quella pubblica, soprattutto dal punto di vista della responsabilità degli eventi. Infatti, mentre nel caso di una vasca pubblica gli oneri ricadono esclusivamente sul gestore, in quella privata la responsabilità è dei singoli individui che ne usufruiscono. Nel caso di una piscina comune all’interno di un complesso condominiale è l’amministratore ad assumersi la responsabilità degli eventi e ad avere il compito di assicurarsi che tutti i vincoli igienico-sanitari e di sicurezza siano rispettati. È bene sapere che, in caso di mancato rispetto del regolamento e di eventuali incidenti, tutti gli inquilini sono tenuti a risponderne personalmente.

Con il fine di evitare e limitare gli eventuali incidenti, il condominio è tenuto a installare una recinzione intorno alla piscina. Infatti, all’amministratore compete anche il compito di mettere in atto tutti gli strumenti necessari a rendere tale luogo sicuro, tra i quali rientra anche l’obbligo di recinzione. Si tratta di una struttura non valicabile, adatta a circoscrivere l’area di utilizzo e a mettere in sicurezza chi la usa.

La piscina condominiale può essere coperta, ma tale limite non viene imposto. In generale una vasca coperta è sempre più vantaggiosa, perché consente ai condomini l’utilizzo della stessa quattro stagioni, anche quando le temperature si abbassano. Abritaly offre ai suoi clienti una vasta gamma di coperture per piscina, di altissima qualità e adatte a tutte le esigenze, sia per vasche private, che pubbliche o condominiali. Inoltre, con una piscina coperta si abbassano anche i costi di manutenzione, dal momento che un prodotto di qualità preserva la struttura della vasca e ne garantisce la durata.

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Quanto costa la gestione di una piscina condominiale?

La giurisprudenza definisce le piscine condominiali come una parte non essenziale e necessaria per l’esistenza dell’abitazione. Tale considerazione è importante per capire come dividere le spese tra gli inquilini. È evidente come, infatti, un’unità abitativa possa esistere e funzionare nel migliore dei modi anche senza un impianto ad uso condominiale di tal tipo. Si tratta a tutti gli effetti di un comfort utile ad aumentare il valore del complesso e a soddisfare le esigenze di svago degli inquilini.

Le piscine pubbliche e private implicano sempre numerosi costi di gestione e di manutenzione delle stesse, ma le strutture ad uso condominiale non sono da meno. Tuttavia, mentre la responsabilità è principalmente nelle mani dell’amministratore, nel caso delle spese lo scenario si modifica, in quanto vale la logica della ripartizione delle spese. Infatti, i costi ordinari devono essere divisi tra tutti gli inquilini, attraverso un calcolo basato sui millesimi di proprietà di ciascuno. È importante sapere che non si sostengono costi maggiori se si usa per più tempo la vasca. Dunque, un condomino ha il dovere di contribuire ai costi in modo proporzionale alla sua proprietà esclusiva, con il fine di mantenere tale parte dell’edificio nello stato in cui si trova.

È frequente anche l’insorgere di spese straordinarie, ad esempio legate ad eventuali guasti e relative riparazioni o a interventi sull’impianto elettrico, o anche a sopralluoghi necessari in caso di importanti problemi all’impianto. In tal caso il primo ad essere messo al corrente degli imprevisti è l’amministratore. Lo stesso si occupa di informare i consiglieri che, a loro volta, prenderanno visione del preventivo e daranno il via ai lavori.

I rischi di gestione delle piscine condominiali

Avere una piscina condominiale porta con sé molte responsabilità e altrettanti rischi con cui dover fare i conti. Come accennato, la responsabilità è nelle mani dell’amministratore, ma gli inquilini sono in ogni caso tenuti ad attenersi al regolamento e a contribuire in modo attivo alla limitazione degli incidenti. Le vasche condominiali, come in tutti gli altri casi, sono soggette ad alcuni danni causati dall’usura o da eventuali perdite e malfunzionamento. Tuttavia esistono alcuni rischi connessi principalmente alle piscine condominiali.

Alcuni dei più comuni rischi, che il gestore ha il dovere di prevenire e considerare, sono:

  • rischi di batteri: assicurarsi che la qualità dell’acqua sia sempre molto alta è uno dei compiti più importanti. Inoltre, dal momento che si tratta di un impianto adibito all’uso di numerosi individui, è importante imporre specifiche regole per migliorare le condizioni igieniche. Tra queste le più comuni prevedono l’obbligo di camminare con le ciabatte e di effettuare la doccia prima di entrare in vasca;
  • rischio di caduta sul bordo piscina: se qualcuno dovesse scivolare o cadere la responsabilità ricadrebbe sul condomino. In tali contesti, però, episodi simili sono all’ordine del giorno e il compito del gestore deve essere di prevenirli e limitarli, introducendo gli appositi controlli e rendendo ben visibili eventuali divieti.
  • rischio di sovraffollamento: gli inquilini hanno diritto a usufruire della vasca negli orari stabiliti. Esiste il rischio che ciascuno possa invitare amici e parenti, creando così delle situazioni spiacevoli. Generalmente si impone un limite massimo di individui ammessi nella piscina condominiale.
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L’assicurazione per una piscina condominiale

Tutti coloro che vivono in uno stabile dotato di piscina condominiale devono essere a conoscenza delle norme e dei regolamenti, per garantire il corretto funzionamento dell’impianto. Un ulteriore tema da approfondire è quello assicurativo. Dal momento che la piscina rappresenta un luogo di condivisione tra condomini, è essenziale utilizzare tutti gli strumenti necessari a garantire la sicurezza di quest’ultimi e anche del gestore. 

Nelle piscine condominiali l’assicurazione non è obbligatoria, ma è sempre fortemente consigliata. Assicurare tale luogo significa limitare la responsabilità civile e penale del gestore in caso di incidenti e di danni più o meno gravi. Per tale motivo, anche se non si tratta di un obbligo, è importante non tralasciare tale tema. L’assicurazione condominiale per la piscina è esente da quella globale stipulata per il fabbricato; è necessario, quindi, provvedere separatamente a tale protezione. Si comincia stipulando la polizza assicurativa o facendo inserire la specifica clausola in quella globale già definita. Si passa poi alla definizione dei massimi inerenti ai danni e si consiglia di inserire dei valori elevati, così da regolare la responsabilità dell’amministratore. 

Fonti: