Possedere una piscina nel proprio giardino è un comfort che molti desiderano. Quando si prende tale decisione, però, è bene considerare tutti i costi di manutenzione da dover affrontare durante l’anno. Infatti le piscine, per quanto rappresentino un angolo di relax, hanno bisogno di molte cure e attenzioni. Non si tratta solamente degli interventi per tutelare la vasca durante la stagione invernale, ma anche di attività da svolgere quotidianamente al fine di assicurare un livello di pulizia dell’acqua ottimale e garantire il massimo igiene a tutti i bagnanti.

I costi di manutenzione rientrano tra le spese necessarie da sostenere per il mantenimento di una vasca. Si tratta di tutte quelle spese che il gestore della piscina deve affrontare affinché l’intero impianto versi sempre nelle condizioni ottimali. Di conseguenza non si parla solo di controllare e pulire l’acqua, ma anche di monitorare l’impianto idraulico e il sistema di filtraggio nonché di pulire le pareti della vasca e l’area adiacente alla stessa. In questo sono inclusi tutti i costi connessi alla preparazione della vasca per la stagione invernale.

Quanto costa la manutenzione di una piscina?

Dopo aver installato e messo in servizio una piscina, si devono affrontare tutti i costi di manutenzione. In generale, si tratta di tante spese differenti da sostenere in momenti differenti dell’anno. Per fornire una breve sintesi, è possibile stimare tali costi a livello annuale così da sapere quali sono gli investimenti ai quali si va incontro.

I differenti costi di manutenzione da sostenere sono:

  • acquisto di una copertura isotermica: si tratta di un rivestimento per piscina in grado di preservare la qualità dell’acqua e della struttura, così da ridurre i costi di gestione. Infatti, tale copertura diminuisce l’evaporazione dell’acqua. A seconda del materiale e della qualità, il costo va dai 50 euro ai 150 euro circa;
  • costo dell’acqua: l’acqua deve essere sostituita completamente almeno ogni due anni. Si stima un costo al metro cubo di circa 2/3 euro;
  • spese connesse al sistema di filtraggio: si tratta di una delle componenti più importanti in un impianto. Tale sistema sfrutta la corrente elettrica, dunque, stimando che la vasca venga utilizzata solamente durante la stagione estiva e nei mesi più caldi, si può considerare una spesa di circa 1000 euro per l’elettricità. Una cifra molto variabile che dipende dal tipo di contratto di fornitura di ciascuno;
  • costo del trattamento shock: si tratta di una procedura da mettere in atto periodicamente per ristabilire l’equilibrio dell’acqua della piscina. Attraverso il cloro si disinfetta l’intero volume e si stabilisce il pH adatto. Il costo del trattamento è di circa 1,50 euro al litro, oppure, se si preferisce la formula in pastiglie, si tratta di circa 7 euro al chilogrammo;
  • costo del trattamento di flocculazione: l’obiettivo è di rimuovere le micro-sospensioni, che sono la principale causa dell’intorbidimento dell’acqua. Si tratta infatti di un prodotto in grado di incrementare il potere filtrante del filtro a sabbia, così da bloccare più impurità. Il costo è di circa 15 euro al chilogrammo;
  • sostituzione delle cartucce del filtro: se si utilizza tale dispositivo, è importante occuparsi della sua manutenzione. Le cartucce vanno sostituite dopo tre anni, ma dipende dall’uso che si fa della vasca. I ricambi hanno un costo che va dai 5 euro ai 30 circa;
  • acquisto di materiale adatto alla pulizia: si parla di tutti quegli strumenti utili a pulire le pareti della piscina e la superficie, come ad esempio il retino e le spazzole. Il costo è di circa 30 euro, ma si abbassa se si preferiscono dispositivi di qualità più bassa;
  • acquisto di robot per piscina: se si desidera svolgere la pulizia della vasca in modo automatico, tali robot rappresentano un’ottima scelta. Hanno un costo più elevato, che vai dai 1000 euro fino ai 2000 circa, a seconda delle funzionalità.

Si è vista una sintesi schematica dei costi che generalmente bisogna sostenere per la manutenzione. In realtà, però, tali spese possono aumentare se si verificano incidenti imprevisti, come un guasto al sistema idraulico. In ogni caso, si può anche provare a contenere i costi generali scegliendo prodotti economici. A seconda della dimensione della vasca e dell’uso che se ne fa, il costo di manutenzione annuo va dai 2500 euro circa, fino a raggiungere anche i 5000 euro. Se, invece, si decide di demandare i compiti di manutenzione a una ditta esterna, tale somma può crescere, comprendendo anche i costi del personale e del servizio.

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Costi di manutenzione per tipo di piscina

Esistono diverse tipologie di piscine disponibili in mercato. A seconda della vasca che si sceglie, i costi di manutenzione possono crescere o essere più contenuti. Infatti, una vasca interrata comporta delle attenzioni e degli interventi diversi da una fuori terra o seminterrata. Considerare tali caratteristiche facilita la scelta della piscina più adatta alle proprie esigenze. 

Un’ulteriore distinzione va fatta considerando tre tipologie di piscine

  • piscine private;
  • piscine condominiali;
  • piscine a uso professionale.

Piscine private: quali costi di manutenzione comportano?

Per mantenere una piscina privata bisogna considerare tutti i costi esposti sopra. Le piscine private sono tra le più comuni e per tale tipologia tutti i costi di manutenzione ricadono sul proprietario della vasca. Egli è responsabile del rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti per le piscine e anche di tutte le regole in materia di sicurezza.

I costi di manutenzione da considerare, quindi, sono: il costo dell’acqua e della sua pulizia, quello della cura del filtro e degli eventuali pezzi di ricambio, le spese per il consumo di energia elettrica, l’acquisto dei prodotti chimici per mantenere l’equilibrio dell’acqua e tutti i costi stagionali di apertura e chiusura della vasca.

Quanto costa mantenere una piscina condominiale?

Le piscine condominiali rappresentano un ibrido tra quelle pubbliche e quelle private. Si tratta di una tipologia particolare per la quale tutti i condomini vengono identificati come possessori dell’impianto. In tal senso, su ciascun abitante ricade la responsabilità di mantenere l’ambiente igienizzato e sicuro. L’amministratore, invece, diventa il gestore della vasca.

I costi di manutenzione di una piscina condominiale devono essere ripartiti tra i diversi condomini. Il criterio applicabile per suddividere tali spese deve essere rintracciato nelle disposizioni di legge. Se ne deduce che, nel caso di impianti a uso condominiali, dal momento che si tratta di elementi in grado di aumentare il valore dell’immobile e finalizzati al godimento di tutti, le spese di manutenzione vanno ripartite tra i condomini secondo il criterio dei millesimi di proprietà.

Piscine ad uso professionale: costi di manutenzione

Esiste, poi, un’ultima particolare categoria da considerare: le piscine ad uso professionale, come quelle degli impianti sportivi e quelle olimpioniche. Si tratta di tutti gli impianti appartenenti a una società o a un ente sportivo e adibiti all’uso professionale da parte degli atleti. Solitamente le piscine ad uso professionale sono molto grandi e questo comporta evidentemente un incremento dei costi totali. 

Inoltre, considerando il grande flusso di atleti che utilizza l’impianto, è bene eseguire le procedure di igienizzazione con costanza. In generale, per tali impianti, i costi di manutenzione non ricadono sugli atleti che ne fanno utilizzo, ma sono una responsabilità del direttore e del gestore della vasca. Quest’ultimo ha anche il compito di assicurarsi che gli interventi vengano portati a termine con successo e che la vasca sia sempre in condizioni ottimali.

Fonti: