Le piscine senza cloro rappresentano una buona opzione per chi desidera limitare l’utilizzo di cloro e preferisce, invece, affidarsi ad altri metodi per disinfettare l’acqua della vasca e per garantire un livello di igiene sempre elevato. Infatti, tale sostanza, per quanto importante e molto comunemente utilizzata, non è essenziale per garantire i parametri igienico-sanitari della vasca, tanto è vero che può essere facilmente sostituita da altre alternative disponibili in commercio, anche più sostenibili.

Come disinfettare l’acqua di una piscina senza cloro

Quando si parla di igienizzazione di una vasca si pensa sempre all’utilizzo del cloro. In realtà, oggi il mercato mette a disposizione dei clienti una grande varietà di alternative. Prima di analizzare le opzioni, però, è importante capire perché disinfettare una vasca, come farlo e quali trattamenti scegliere. Infatti, se le procedure vengono svolte in maniera errata, utilizzando troppo prodotto o senza rispettare le cadenze temporali, l’effetto potrebbe essere negativo. È possibile, dunque, che l’uso sbagliato dei prodotti provochi irritazioni alla cute per chi fa uso della vasca.

Comunemente, il cloro viene utilizzato per disinfettare non solo l’acqua della piscina, ma anche altre superfici di comune utilizzo, grazie al suo noto potere antibatterico. Per rendere tale sostanza chimica a portata di tutti, oggi il cloro si presenta in diverse composizioni: non solo liquido, ma anche in pastiglie e granulato. Dunque, in base alla sua composizione, il cloro diventa più semplice da utilizzare e la sua azione più veloce. Nonostante tali apparenti vantaggi, i contro che l’utilizzo del cloro nelle piscine comporta sono innumerevoli. Rientrano tra tali svantaggi, le reazioni allergiche ma anche l’odore sgradevole. 

Tuttavia, affinché un sistema di disinfezione alternativo al cloro sia efficace, questo deve rendere l’acqua sicura e priva di rischi, eliminando tutti i possibili microrganismi che potrebbero vivere nell’acqua e le sostanze che normalmente popolano la vasca, che quindi potrebbero rappresentare un rischio per la salute o per il corretto utilizzo dell’impianto.

A tal proposito, non si deve pensare che sia sufficiente affidarsi a un buon sistema di filtraggio. Quest’ultimo, per quanto utile, non può svolgere l’intera procedura di igienizzazione della vasca, ma si limita solamente ad eliminare tutti i corpi esterni che si depositano nell’acqua, tra cui insetti e fogliame. In ogni caso, per purificare l’acqua della piscina, esistono dei prodotti alternativi al cloro che riescono a rimuovere e sterminare tutti i virus e batteri che normalmente tendono a proliferare nelle piscine.

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Quali sono i sostituti del cloro per piscina?

In generale, nelle piscine viene utilizzato il cloro con la funzione di disinfettante e igienizzante dell’acqua. Si tratta senza dubbio del prodotto più conosciuto a tale fine, ma in commercio è possibile trovare tantissime alternative, più pratiche, inodore e in grado di assicurare sempre un risultato ottimale in termini di pulizia. Infatti, non tutti amano il cloro. Si tratta di una sostanza chimica dall’odore molto forte e pungente e che, talvolta, potrebbe causare irritazioni della cute.

Se si è alla ricerca di un’alternativa al cloro per piscina, bisogna tenere in considerazione i seguenti i disinfettanti per piscina, con i relativi vantaggi e svantaggi:

  • ipoclorito di sodio: si tratta dell’alternativa più diffusa sul mercato. Le sue origini, infatti, sono antichissime. Tale sostanza si presenta in forma liquida con concentrazioni del 15% circa. Per un corretto utilizzo, si consiglia di utilizzare un sistema di dosaggio automatico. Nonostante l’ipoclorito di sodio utilizzato in piscina sia caratterizzato da un costo contenuto e da un grande velocità di azione, è importante considerare anche gli svantaggi. Tale sostanza, infatti, causa la precipitazione dei sali, generando piccole incrostazioni;
  • elettrolisi al sale: è possibile utilizzare il sale al posto del cloro per disinfettare con cura l’acqua della piscina. Per un risultato ottimale è necessario inserire circa 4 grammi di salgemma per litro, una quantità davvero minima e irrisoria rispetto all’equivalente in cloro. Dosando correttamente il sale di può ottenere un’igienizzazione appropriata e a fondo. Per facilitare le operazioni è possibile utilizzare un apposito indicatore di salinità che segnalerà la quantità esatta di prodotto da inserire;
  • bromo liquido o in pastiglie: il bromo per piscine viene venduto sia sotto forma liquida sia in pastiglie. Nel secondo caso il dosaggio diventa estremamente semplice e pratico, considerando sempre la proporzione tra la quantità di prodotto da usare e il volume della vasca. Ha purtroppo un costo molto più elevato rispetto al cloro, ma garantisce al tempo stesso una buona disinfezione e pH più alti, senza generare alcuna esalazione gassosa;
  • raggi UV e lampade a raggi ultravioletti: si tratta di un metodo poco diffuso, ma efficace e adatto solamente a piscine all’aperto. Tale alternativa sfrutta la luce diretta del sole, infatti i raggi solari passando attraverso alcune lampade a raggi ultravioletti hanno il potere di eliminare eventuali virus e batteri presenti nell’acqua. Data la sua efficacia, tale metodo viene riprodotto e sfruttato anche in altri contesti, ad esempio per disinfettare strumenti del mestiere in ambito medico-sanitario. Sfruttare i raggi UV non è sempre possibile, infatti nelle vasche pubbliche tale metodo non è ammesso, perché c’è bisogno di una grande cura e attenzione, oltre a costi di manutenzione notevoli;
  • ossigeno attivo: porre in essere un trattamento di disinfezione a base di ossigeno attivo per piscine consente di avere un’igienizzazione rapida e in tutta sicurezza per i bagnanti. Inoltre, tale sostanza oltre che avere un forte potere ossidante e germicida, agisce anche come ottimo antialghe ed efficace flocculante. In commercio sono disponibili appositi kit per monitorare e facilitare l’uso dell’ossigeno per piscina;
  • piante depurative: tra tutte si tratta senza dubbio dell’opzione più sostenibile e attenta all’ambiente. Infatti, esistono delle piante marine che stabilizzano naturalmente il livello di igiene della vasca. In tali casi si è soliti parlare di biopiscine, perché l’intero processo di igienizzazione viene svolto dalla natura, senza sfruttare alcun tipo di prodotto chimico. Le piante depurative devono essere scelte in base all’esposizione della vasca, al clima della zona e a tutte le caratteristiche dell’impianto.

La grande eterogeneità dell’offerta consente davvero di soddisfare tutte le esigenze. Ciascuno, in base al proprio budget e alle personali preferenze, può trovare il disinfettante più adatto alla propria piscina. Infatti, in conclusione, è importante che l’impianto sia mantenuto sempre pulito e disinfettato, anche quando si sceglie una piscina senza cloro.

Fonti: