Effettuare delle analisi chimiche dell’acqua della propria piscina è una delle attività fondamentali per mantenere in ottime condizioni l’intero impianto. Infatti, l’acqua di per sé rappresenta un ambiente idoneo per il proliferare di batteri e di microorganismi. Si tratta di verificare una serie di paramenti attraverso un test dell’acqua della piscina, affinché la vasca sia sempre nelle condizioni ottimali e garantisca il massimo igiene a tutti i bagnati. Si parla di svolgere un’analisi batteriologica, microbiologica e di controllare il pH in piscina, oltre a portare a termine una serie di attività di manutenzione.

Parametri da considerare per l’analisi dell’acqua della piscina

In natura, l’acqua è una componente in continuo mutamento. Si tratta di una caratteristica tipica anche dell’acqua della piscina, soprattutto quando si tratta di una vasca all’aperto e quando le persone a usufruire del servizio sono tante. Infatti, sono le condizioni climatiche, le intemperie, la presenza di particelle esterne come le foglie e l’interazione con i bagnanti ad alterare continuamente l’equilibrio biochimico dell’acqua. Tali circostanze fanno insorgere la necessità di svolgere periodicamente un’analisi microbiologica e batteriologica dell’acqua della propria piscina.

Monitorare l’equilibrio delle acque serve a preservare la salute dei bagnanti, nelle piscine pubbliche così come in quelle private. Alcuni dei più comuni effetti collaterali dell’acqua contaminata possono essere la comparsa di irritazioni sulla pelle o agli occhi, ma anche il bruciore della cute. Per svolgere in modo consapevole l’analisi dell’acqua bisogna indagare le cause alla base della comparsa di eventuali agenti patogeni, dannosi per la salute dell’uomo:

  • dosaggio sbagliato dei prodotti: non sempre utilizzare tanto disinfettante è la soluzione corretta. Al contrario, una dose eccessiva può essere controproducente;
  • temperatura dell’acqua: un clima troppo caldo favorisce lo sviluppo di batteri e di microrganismi;
  • interazione con le persone: i bagnanti naturalmente tendono a contaminare l’acqua, attraverso le normali secrezioni nasali e oculari.

I parametri da rispettare per l’analisi chimica dell’acqua della piscina sono stati stabiliti dal Ministro della Salute attraverso la pubblicazione del decreto legislativo 381 del 28 agosto 1997. Questo decreto, non solo stabilisce con precisione i valori ottimali da rispettare per ogni singolo parametro, ma definisce anche delle linee guida igienico-sanitarie per tutti coloro che posseggono una vasca.

Dunque, ecco i parametri a cui far riferimento per avere una qualità dell’acqua sempre elevata, e i corrispondenti valori da rispettare:

PARAMETRO ACQUA DI IMMISSIONE ACQUA DI VASCA
Temperatura 24°C – 32°C (vasche coperte)
26°C – 35°C (vasche coperte bambini)
18°C – 30°C (vasche scoperte)
24°C – 30°C (vasche coperte)
26°C – 32°C (vasche coperte bambini)
18°C – 30°C (vasche scoperte)
PH per disinfezione a base di cloro 6,5 – 7,56,5 – 7,5
Torbidità in Si O2< 2mg/l Si O2< 4 mg/l Si O2
Solidi sospesi < 2mg/l< 4 mg/l
Colore Valore dell’acqua potabile< 5 mg/l Pt/Co oltre quello dell’acqua di approvvigionamento
Cloro attivo libero0,6/1,8 mg/l Cl20,7/1,5 mg/l Cl2
Cloro attivo combinato< 0,2 mg/l Cl2< 0,4 mg/l Cl2
Acido isocianurico< 75 mg/l< 75 mg/l
Flocculanti< 0,2 mg/l in Al o Fe< 0,2 mg/l in Al o Fe
NitratiValore dell’acqua potabile< 20 mg/l NO3 oltre l’acqua di approvvigionamento
Conta batterica a 22°< 100 ufc/l ml< 200 ufc/l ml
Conta batterica a 36°< 10 ufc/l ml< 100 ufc/l ml

Frequenza analisi dell’acqua di piscina: quando e come va fatta?

L’analisi dell’acqua della propria piscina deve essere effettuata periodicamente. In generale, durante l’alta stagione, si consiglia di effettuare il test una o due volte durante la settimana. È bene sapere che, in base all’uso che si fa della vasca, tale tempistica può variare. Infatti, quando si tratta di impianti pubblici frequentati ogni giorno da decine di persone, l’analisi dell’acqua può essere fatta anche quotidianamente, prima dell’inizio delle attività. In generale, si tratta di un’attività che è possibile compiere in breve tempo ma che, al tempo stesso, migliora notevolmente la qualità della piscina e il comfort dei bagnanti.

A prescindere dalla frequenza di analisi dell’acqua, i metodi da utilizzare per il trattamento sono diversi. Si parla di utilizzare specifici strumenti come il fotometro o di effettuare un’analisi dell’acqua manuale. In quest’ultimo caso ci si basa sul metodo calorimetrico: si tratta di aggiungere all’acqua una sostanza di contrasto, così da colorare l’intero volume e da confrontare tale tonalità con una scala di valori prefissati. Questo, è sicuramente un metodo d’analisi facile da attuare, ma non è molto preciso.

Invece, si consiglia di utilizzare il fotometro sia per l’analisi che per la manutenzione della piscina. Questo serve a misurare i parametri oggetto di analisi, come il pH, il cloro totale e l’acido cianurico, ma anche per tenere monitorate la durezza, l’alcalinità e l’ossigeno. Si tratta di tutti valori essenziali per il buon funzionamento della vasca.

analisi-acqua-piscina-parametri-frequenza

La normativa per l’analisi dell’acqua di piscina

Durante gli anni sono stati pubblicati diversi decreti legislativi in tema di analisi dell’acqua della piscina. Il fine è sempre quello di definire delle norme comuni, da rispettare affinché si possa mantenere un livello igienico-sanitario della vasca sempre ottimale. Infatti, solo in tal modo si possono ridurre i rischi di infezione e di contrarre un qualsiasi virus presente nella vasca.

All’interno del decreto legislativo 2003 viene dichiarato che nelle strutture fornite di piscine, il responsabile ha il dovere di garantire un’adeguata gestione sanitaria dell’impianto, ponendo in essere giornalmente il controllo della temperatura, del livello del pH e del cloro presente nella vasca. Inoltre, sempre il decreto legislativo del 2003 impone ulteriori controlli e analisi, non solo sull’acqua contenuta in vasca, ma anche su quella di immissione e su quella di approvvigionamento. In quest’ultimo caso, per la legge è necessario adempiere anche ai requisiti di potabilità. La verifica di tale vincolo avviene con cadenza semestrale o annuale.

Inoltre, secondo la legge, l’analisi deve essere eseguita in vari punti del sistema idraulico utilizzato per far arrivare l’acqua alla vasca. Tale procedura è necessaria per assicurarsi che tutte le componenti del sistema rispettino i requisiti. Infatti, come accennato, si va ad analizzare con cura:

  • l’acqua direttamente presente nella piscina, prelevando un campione in una profondità di almeno trenta centimetri al di sotto del livello; 
  • l’acqua che passa attraverso il condotto di approvvigionamento, andando a controllare il rubinetto situato sul tubo di adduzione;
  • l’acqua che viene espulsa dalla struttura dopo l’uso, analizzando un altro rubinetto, posizionato sulle tubazioni a valle degli impianti di trattamento.

Il costo per analizzare chimicamente l’acqua della piscina non è stabilito in modo univoco, ma può variare in base al metodo utilizzato e agli strumenti da acquistare. Se ci si affida a un’azienda esterna, invece, si può stimare un costo che varia dai 70 ai 120 euro circa, a seconda del centro di analisi al quale si fa riferimento per l’elaborazione dei risultati. Si tratta solitamente di un preventivo totale, inclusi tutti i materiali di campionamento.

Fonti: